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06/09/2010 @ 13.13.48
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Non si fa in tempo a dire che i CEO blog sono ancora pochissimi, che gli amministratori delegati non c'hanno voglia nè tempo di farli, che non si comprende la loro utilità, etc, etc,etc... e che succede ? Federico Minoli,amministratore delegato Ducati, inizia il suo Desmoblog.
"Blogs permit a clear, unfiltered, direct person-to-person dialogue with customers, which is where we think the huge benefit lies". Parola di Bob Lutz vice presidente di GM e redattore del suo Fastlane blog, attraverso il quale da tempo suole dialogare con un pubblico di clienti e appassionati di auto dei vari marchi del colosso di Detroit. Le parole di Lutz, nella recente intervista che compare in "True Talk Blog" - un diario gestito da Tom Guarriello, Chief Idea Officer della TrueTalk Inc, società che si occupa di consulenza aziendale - in cui il manager tira le somme della sua esperienza come blogger. Un'esperienza più che positiva, a giudicare dai feedback continuamente generati dalle considerazioni di Luts sul proprio sito, spunti che espongono, è vero, l'azienda alle "human voices", quindi ad eventuali critiche, ma attraverso il diretto contatto con gli utenti, restituisce pareri ed umori non filtrati e non edulcorati. Come afferma lo stesso Lutz quindi, "not simply statistical analyses", ma veri e propri spunti per una azienda che vuole aumentare la propria "permeability" comunicando ai suoi clienti ogni cosa accada.
L'utilizzo comprovato dei blog per finalità business, fa spazio ultimamente ad articoli (sui quotidiani nazionali) sempre più mirati alla comprensione del fenomeno attraverso la presentazione di case history.  Un articolo del 3 maggio scorso di Davide Casaleggio su MF proponeva "Channel 9" come formidabile strumento di relazioni interne tra la community di sviluppatori dell'azienda, mentre è di oggi la notizia sull'ultimo nato tra i Corporate blog, quello di Michael Edouard Leclerc, presidente e proprietario di una delle più grandi catene Francesi di supermercati a cui tra l'altro da il nome. Lo apprendo dal Corriere Economia, che oggi dedica al personaggio e al suo blog "De quoi je me m.e.l." (letteralmente, di che m'impiccio) ampio spazio sulle proprie pagine. Quella di aprire un blog è stata un'intuizione - si legge nell'articolo di Francesco Margiocco - dell'entourage dello stesso Leclerc, che centra contemporaneamente 2 obiettivi, quello di porre il presidente della company in una posizione di assoluta visibilità rispetto ai propri stakeholders e allo stesso tempo proporre l'azienda in veste di (thought) leader rispetto al proprio mercato di riferimento. Attraverso il blog "posso spiegarmi meglio" - ha affermato Michael Edouard Leclerc a proposito del proprio diario pesonale - "è un prodotto con il quale metto in gioco me stesso e la mia attività", ha proseguito poi l'uomo d'affari francese, mostrando di essere pienamente consapevole che per chi ricopre un ruolo così importante in azienda un blog "non è un giocattolo".
Se una caratteristica fondamentale dei corporate blog deve necessariamente essere la trasparenza, quale elemento essenziale per stipulare con il lettore un vero e proprio "contratto di lettura", ecco allora come un CEO non deve agire in una situazione di crisi.
Due casi destinati a far scuola, sono quelli che hanno recentemente
interessato due dei più eminenti CEO blogger della rete,
Bob Lutz Vice Presidente di General Motors e Randy Baseler Vice Presidente del Marketing della Boeing.
Così Debbie Weil, pr, esperta di questa nuova forma di comunicazione, giudica alla luce di alcuni recenti fatti che hanno coinvolto le due società (date un'occhiata al Washington Post) la "condotta da bloggers" dei due dirigenti d'azienda.
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