Di Vincenzo (del 14/11/2006 @ 17:49:32, in Practice, linkato 2031 volte)
Siamo molto soddisfatti del lavoro fatto per Tucomelavedi.it, un nuovo progetto di Focus Dailies (Ciba Vision) per comunicare l'uso delle lenti a contatto ai giovanissimi.
Il sito è stato studiato per invogliare le persone alla partecipazione e alla condivisione di esperienze attraverso un forum di discussione con la possibilità, per gli utenti registrati, di partecipare al un concorso a tema.
Per il lancio abbiamo pensato ad altre attività di marketing on e off-line decisamente "alternative", per cercare di intercettare i gusti delle nuove generazioni.
Innanzitutto il viral "Nonna ti desidero", prodotto dall'agenzia JWT, che si candida ad essere la love story più dissacrante dell'anno scandita dai sample sintetici di Dj Ninfa.
Per quanto riguarda le attività off-line, spazio allo street marketing, allova via alle lenzula in punti strategici della città, volantini e palloncini con che mostrano il teaser "Nonna ti desidero".
Nei punti vendita selezionati da CIBA Vision, infine, è disponibile il Manuale per lenti veloci in forma cartacea, l'unico elemento rimasto di una comunicazione di stampo "tradizionale", che a giudicare dai contenuti, così tradizionale poi non è.
Di Vincenzo (del 14/11/2006 @ 13:23:49, in Practice, linkato 2009 volte)
Nel filone della brand entertainment è certamente questo advergame della compagnia aerea KLM.
Il giochino si chiama "Fly for Fortune" ed è davvero un'esperienza divertente, soprattutto se sarete così abili da raggiungere la destinazione evitando le isidie degli agenti atmosferici.
Al termine della corsa? Essere stati stati bravi non basta, bisognerà essere anche fortunati ad indovinare l'hangar vuoto, sì un po' come accade per le auto qui a Milano (eh eh).
Una volta "parcheggiato" il velivolo, scendete pure dalla scalinata trionfanti perchè ad attendervi c'è un bel biglietto aereo in regalo per la vostra destinazione preferita.
Io mi sono divertito, ora fate una prova anche voi.
Di Vincenzo (del 12/09/2006 @ 11:22:04, in Practice, linkato 1794 volte)
"Five rules for building a successful online community", ovvero dell'arte di creare gruppi d'interesse secondo Robin 'Roblimo' Miller, Editor in Chief di OSTG.
"I'm not saying that you should follow slavishly in my footsteps - afferma Miller nell'introduzione all'articolo sul blog dell'USC (University of Southern California) - but I assure you that a forum you build (or rebuild) in accordance with my rules will be more popular, easier to manage, and more profitable than one that doesn't follow them".
Con queste premesse vale la pena di leggersi tutto l'articolo di questo personaggio che è uno degli artefici, tra le altre cose, della leggendaria community di Slashdot.
Di Vincenzo (del 19/07/2006 @ 13:05:56, in Practice, linkato 1859 volte)
Gianni Di Giovanni, Responsabile comunicazione Esterna Eni, firma oggi la risposta ufficiale del colosso energetico italiano a questo post di Beppe Grillo.
Di Vincenzo (del 26/06/2006 @ 11:52:13, in Practice, linkato 2158 volte)
Eh sì, rischia proprio di diventare un tormento l'esperimento Diet Coke e Mentos, però la trovata è davvero di quelle sticky, nulla da dire.
Oggi segnalo cokementos.com, il "compendio" web (naturalmente ), all'esperimento "pop" lanciato da Eepybid.com.
Interessante il tentativo da parte di chi lo ha realizzato, di capitalizzare l'incredibile capacità di attrazione dei termini combinati, “Diet Coke and Mentos“.
Come si vede dai banner presenti nel sito, alcune aziende hanno subito sfruttato il "momentos"
Di Vincenzo (del 21/06/2006 @ 13:13:41, in Practice, linkato 2779 volte)
Esperimento Diet Coke + Mentos, è proprio venuto il momento di affermare: il caso deflagra.
Basta inserire le due paroline magiche, Coke e Mentos in un qualsiasi motore di ricerca (Google, Yahoo, MSN), per rendersi conto dell'incredibile effetto passaparola generato dal tormentone virale di questa estate. I diretti interessati, come l'hanno presa? Il Wall Street Journal ha interpellato direttamente la Coca Cola, la cui dichiarazione ufficiale è tesa a smorzare l'effetto esplosivo del buzz.
"It's an entertaining phenomenon... - hanno affermato dalla Coca Cola - [but] doesn't fit with the brand personality" della Diet Coke.
Sarebbe ora interessante capire come la pensano alla Perfetti. A giudicare dal sito sembrerebbero in piena fase "oblivious", ma se la notizia approderà ai media tradizionali, presto anche loro faranno conoscenza con i consumer generated media.
Di Vincenzo (del 20/06/2006 @ 18:58:18, in Practice, linkato 2117 volte)
...giustappunto. Dopo il primo mese di monitoraggio effettuato per conto di un nostro nuovo cliente, arriva la fatidica domanda: "e adesso che si fa?"
Caro cliente, dopo un mese di Monitoring è forse un po' presto per passare alla fase successiva, di trarre delle conclusioni poi...non se ne parla proprio.
Dicevo...giustappunto, c'è un modello sviluppato prof. Walter Carl, della Northeastern University che mi sembra perfetto per far comprendere a un'azienda le fasi di un piano di PR all'interno dei consumer generated media.
Dunque, caro cliente, ti dico io a che punto sei.
Utilizzo il modello suddiviso in 6 fasi di Carl per spiegartelo a modo mio:
Phase I – Oblivious
Inconsapevolezza.
L'azienda è ignara circa l'esistenza dei CGM
Phase II – Indifference or Neglect
Indifferenza o negligenza. Inerzia? Meglio, decisamente meglio, della serie: "ah sì sappiamo che qualcuno parla di noi nei, blob, vow...
Blog ! Si chiamano blog, ma ci sono anche forum e newsgroup che varrebbe la pena tenere sotto controllo.
Phase III – Monitoring
Monitoraggio. L'azienda, ora consapevole che qualcuno parla di lei, inizia a prestare attenzione alle "conversations" in rete. In questa fase ci si rende conto dell'effettiva consistenza numerica delle discussioni nei CGM.
Phase IV – Listening
Ascolto. Siamo nella fase di analisi qualitativa dei messaggi, quella che ci permette di capire e successivamente valutare un eventuale intervento attivo nelle communities.
Phase V – Responding
La fase attiva. Per esperienza dico che si tratta di una fase molto delicata.
Bisognerà innanzitutto evitare di essere troppo invadenti, inserirsi nelle conversazioni con cognizione di causa, evitando gli "spottoni" del tipo: "vieni sul nostro sito, troverai i vantaggi che hai sempre sognato!", oppure peggio ancora, "compra questo prodotto/servizio" o altre cose di questo genere. Insomma, dobbiamo entrare in un gruppo, no? Dunque, come vi comportereste se usciste per la prima volta con persone che non conoscete? Quindi usare tatto, discrezione e competenza per evitare di essere immediatamente "bannati" (esclusi).
Phase VI – Joining In (Quante aziende sono arrivate a questo? Forse nessuna)
È l'obiettivo di ogni consulente di PR. Arrivare sin qui ignifica avere costruito un rapporto di fiducia con le persone.
Adesso sarete curiosi di sapere a che punto si trova il mio cliente: tranquilli, è soltanto alla fase tre.
Per passare alla fase successiva dovrà attendere ancora.
Di vincenzo (del 06/03/2006 @ 19:18:08, in Practice, linkato 2233 volte)
Ricordate il caso Ediprint ? Se n'era parlato tanto nella blogosfera ed anche qui.
Dopo alcuni mesi la "storia" dalla blogosfera approda al mainstream, sabato ne ha parlato il Sole 24 Ore.
Il ritorno d'immagine per la piccola azienda torinese ? Ottimo
Di vincenzo (del 01/12/2005 @ 17:53:12, in Practice, linkato 2356 volte)
Stamane, sul mio blog extra-professionale ho trovato un commento ad un mio post su AdSense, il programma di advertising di Google.
Carlo Alberto - questo il nome del blogger - mi consiglia di dare un occhiata alla sua Guida Facile a Google Adsense. Ho seguito il suo consiglio, mi sono andato a guardare il suo blog, e credo che se volete avere un'idea di come si può guadagnare con i Blog, dovreste consultarlo: utile !
Di vincenzo (del 23/11/2005 @ 17:13:54, in Practice, linkato 1420 volte)
Blog, opportunità o minaccia per le imprese ? Questo il quesito del nostro seminario di alcuni mesi fa.
Ecco un esempio concreto, una delle prime case history che testimoniano quanto possa essere rischioso per un'azienda scontentare i propri clienti, soprattutto se si tratta di blogger.
La storia:
Un po' di mesi fa Giuseppe Meyer si rivolge all'azienda Ediprint per dei biglietti da visita con determinate caratteristiche. Riceve della merce che non lo soddisfa, ne parla sul suo blog con una serie di utenti (tra cui un titolare di un centro stampa che cerca subito di sfruttare la situazione !).
Il post viene ripreso da altri blogger che iniziano a scrivere e a sostenere Meyer.
Le "voci" arrivano alla Ediprint che replica d'istinto minacciando di denunciare il consumatore/blogger per diffamazione.
Giuseppe Meyer toglie i riferimenti alla tipografia (come si può vedere nei blog), ma continua imperterrito a scrivere sugli sviluppi di una vicenda sempre più dibattuta nella blogosfera.
La Ediprint capisce che può tutelare la propria immagine anche per altre vie - non solo quelle legali - e va direttamente sui vari blog dove si parla della questione a spiegare le sue ragioni, infine, è notizia di oggi, apre addirittura un proprio blog.
Per Ediprint la possibilità di tradurre in opportunità quella che fino a poco tempo fa era una minaccia.
Aprire un blog, significa a aprirsi al dialogo, aumentare la propria "permeability", una scelta di trasparenza verso il consumatore. Non posso che unirmi ai complimenti di Gaspar e Paolo Valdemarin